Salvatore's profileLa Porta della CantinaPhotosBlogListsMore Tools Help

Blog


    November 21

    Cospirazione

     
     
    Quando si vuole una cosa, l'Universo intero trama a favore.
    Il guerriero della luce lo sa.
    Per questa ragione, presta grande attenzione ai propri pensieri.
    Nascosti sotto tante buone intenzioni ci sono sentimenti che nessuno osa confessare a se stesso: la vendetta, l'autodistruzione, la colpa, la paura della vittoria, la gioia macabra dinanzi alla tragedia altrui.
    L'Universo non giudica: cospira a favore di ciò che desideriamo.
    Perciò il guerriero ha il coraggio di guardare le ombre della propria anima, e si domanda se non stia chiedendo qualcosa di sbagliato per se stesso.
    E presta sempre grande attenzione a ciò che pensa.
     
    Paulo Coelho - Manuale del guerriero della luce
    November 19

    normalità

    Per il mio torturatore, il tenente D...
     
    Mi avete schiaffeggiata
    - nessuno l'aveva mai fatto -
    La corrnte elettrica
    E il vostro pugno
    E quel linguaggio da teppista
    Troppo sanguinavo per poter ancora arrossire
    Un'intera notte
    Una locomotiva nel ventre
    Arcobaleni davanti agli occhi
    Era come se io mangiassi la mia bocca
    E affogassi i miei occhi
    Avevo mani ovunque
    E una gran voglia di ridere
     
    Poi un mattino, è venuto un altro soldato
    Vi rassomigliava come una goccia di sangue
    Vostra moglie, tenente,
    Ha messo lo zucchero nel vostro caffè?
    Vostra madre ha osato ammirare la vostra buona cera?
    Avete carezzato i capelli dei vostri ragazzi?
     
    (Leila Djabali)
    November 17

    poco tempo e molte cose da fare

    "Devo trovare un uomo. Si chiama Coccodrillo. Spaccia. O forse non è lui. Sai se Leone si bucava? Tu dici di no, ma spesso non si dice neanche a chi ti sta vicino. No, hai ragione tu, Leone non era il tipo. Però cosa faceva lì a Bessico? C'è quel tipo, Federico, un fascista ripulito, l'ho preso da parte, mi ha spiegato le virtù di quel palazzo. Ho imparato a imitarli sai, a volte cammino e parlo come loro, sento quello che pensano, non ci credi? Mi hanno portato via i miei libri, certi vanno bene altri no, dicono, proprio come in carcere, e anche sei punture di Zerol mi fanno e io mi alzo e corro via e loro ci restano di merda, il dottore ha detto, questo è come se c'avesse dentro un'altra chimica, ed è vero, non guardarmi così: è la scienza che lo dice, tutte le volte che guardi più profondamente una cosa, trovi nuovo disordine, nuove particelle, figure nella polvere e tutto quello che sapevi di quella cosa salterà in aria. Hai mai visto i matti guardare sempre nello stesso punto? Tu non sai cosa possono vedere e non sai perché resto sveglio e non voglio salvarmi ad ogni costo, non guardarmi così. Una volta ci somigliavamo, eravamo tre note di un accordo, leone cina e zingara, ma poi c'è un punto in cui i fili si rompono e gli altri si allontanano. Ma i bastardi li vedo bene sì, quelli sono ancora al loro posto pazzi di rabbia perché per una volta li abbiamo smascherati, e non ce la perdoneranno mai nei secoli dei secoli e allora è guerra, non farmi i tuoi discorsi miti, la mitezza è un privilegio grande ma il dolore la avvelena in un attimo, io esco da quella galera e la città è peggio che mai, la gente cade per terra, parla da sola, vomita e crepa e tutti passano e non hanno visto niente, e si affrettano a dare nuovi eleganti nomi alla loro corruzione, e ogni tanto parlano dell'uomo comune, ipocriti, l'uomo comune che vi piace è stupido e avido come voi, così lo vorreste, un vigliacco che può ammazzare per vigliaccheria, mentre loro ammazzano per necessità, per i loro divini soldi, Lucia, sono loro ora gli estremisti, violenti assassini estremisti dell'ideologia più ideologia del secolo, un'economia più sacra di una religione, più feroce di un esercito, ricordatelo bene con un brivido quando tutto salterà in aria, quando si oscurerà, malattia senza sintomi, caos di geroglifico incomprensibile e voi sempre più crudeli informati impotenti in mezzo alla strada, e chi raccoglierà i frammenti allora gli oggetti i rottami, magari ci fosse qualcuno, magari ci sarà davvero Lucia, questa è la speranza e intanto brucio e non c'è nessun patto da firmare né col diavolo né con la rassegnazione, Lucia, siamo un'altra cosa da sempre fortunatamente e non guardarmi così no, non ho finito, te lo dico io chi ha ucciso Leone, forse uno di questi che una volta facevano i compagni e hanno spacciato per anni e dicevano che erano i fascisti, col cazzo, vieni con me a vedere chi sono, oppure hai paura, scusami non venirci, son posti schifosi ci nuota il coatto si dice adesso, come suona bene, peccato che tutti i compagni non siano come te Lucia, vieni a vedere questo Coccodrillo spia della polizia, me l'ha venduta tante volte la roba e quando ho smesso me la lasciava gratis sul sedile della macchina, generoso, vero? Come quelli che ti lasciavano l’esplosivo in casa e dicevano ognuno deve fare la sua parte, eppure c'è chi mi ha salvato tante volte, parlato, anche tu Lucia, e ci sarà alla fine una verità Lucia e scopriremo la verità giù nell'acqua e su fino al più altissimo porco non ci credi? dimmi di sì, io brucio dentro questa storia e non ne vedrò la fine, ma scopriremo la verità, perché se c'è solo un po' di verità c'è speranza e chi l'ha fatta brillare ha fatto abbastanza e non importa se poi non si salverà, salvarsi per avere cosa, questo mondo dove continuano a insultare chi è debole, Lucia, se penso a tutte le persone pulite che ho incontrato e continuano a offenderle Lucia, le uccidono, non ci sono parole per questo delitto, non si può sopportare tutto questo capisci Lucia quando sono nella mia stanza e qualcuno urla anche con gli occhi si può urlare Lucia, Lucia mi chiedo, che cosa è successo, perché fingete di non vedere, vorrei capire qualche volta Lucia, ma sapessi che musica nella testa, negli oggetti consumati, e dopo quanto veleno ti senti addosso Lucia, e allora pensa se non fosse così, se non ci credessi più, se fossi perbene Lucia saremmo una coppia normale, io e te, al ritorno dal cinema andremmo a casa e non saremmo perduti in una città di notte, ma quelli perbene forse sono perduti lo stesso Lucia, ma se almeno ascoltassero, se capissero che l'altra metà di verità per quanto si può raccontare solo urlando è l'altra metà necessaria, non si può tagliare via non si può dimenticare, alla fine solo il dolore esiste come esisto io, un matto per strada, un matto è una persona che non sa dove andare, niente di più Lucia, tu puoi capire, tu che sei benedetta tra le donne, tu che mi hai visto felice, tu che sei coraggiosa tu che a volte mi hai lasciato solo come un cane tu che adesso per favore scendi non guardarmi ti dico, questo è un sentiero per comici spaventati guerrieri e io non voglio né vincere né perdere solo che tu mi ricordi e dopo che mi anneghino nello zero di quelle medicine e mi chiamino come vogliono e tornino a raccontare le loro storie, non sono vere, manca metà, tu lo capisci cara, almeno tu e allora scendi per favore".
    "Vengo con te", disse Lucia.
     
    (Stefano Benni - Comici spaventati guerrieri)
    November 15

    L'impresa più dura

     

    Rue de Seine

    Rue de Seine: le dieci e mezza
    di sera
    là, sull'angolo, c'è un uomo
    che barcolla... è un giovane
    ha un cappello
    un impermeabile
    una donna lo scuote...
    lo scuote
    gli parla
    lui scuote la testa
    con quel cappello tutto storto
    mentre il cappello di lei sta per cadere indietro...
    certo son ben pallidi tutti e due
    e l'uomo ha una gran voglia di scappare...
    di sparire nel nulla... morire...
    ma la donna ha una furiosa voglia di vivere
    e la sua voce
    voce che bisbiglia
    non si può fare a meno di sentirla
    è un lamento...
    un ordine...
    un grido...
    talmente avida quella voce...
    è triste, viva...
    un neonato malato che batte i denti su una tomba
    in un cimitero, d'inverno...
    un uomo le dita schiacciate nella portiera e grida...
    una canzone
    una frase
    sempre la stessa
    una frase
    ripetuta...
    senza sosta
    senza risposta...
    lui l'osserva e i suoi occhi
    girano, ruotano, fa certi gesti
    con le braccia, annaspa
    come un affogato
    e quella frase torna
    a Rue de Seine all'angolo
    la donna continua
    instancabile...
    continua a domandare inquieta
    una ferita che non guarisce
    Pierre dimmi la verità
    Pierre dimmi la verità
    voglio sapere... sapere tutto
    dimmi la verità
    le cade il cappello... Pierre
    voglio sapere tutto
    dimmi la verità
    domanda stupida e grandiosa
    Pierre non sa cosa rispondere
    è perduto
    l'uomo il cui nome è Pierre
    ha sulle labbra un sorriso che vorrebbe tenero
    e ripete...
    Insomma calmati... sei pazza
    ma non sa quanto è vero
    non vede, non s'accorge
    che un sorriso storpia la sua bocca
    soffoca
    il mondo intero gli si adagia sopra
    lo soffoca
    è prigioniero
    intrappolato dalle sue promesse...
    e gli si chiedono i conti...
    lì davanti...
    una calcolatrice
    o una macchina per scrivere lettere d'amore
    una macchina per soffrire
    lo afferra
    si aggrappa a lui
    Pierre dimmi la verità.

    JACQUES PRÉVERT

    November 11

    Ai fratelli

     

    Com'erano?

    1. Usava lanterne di pietra la gente del Vietnam?

    2. Organizzava cerimonie per salutare l'aprirsi dei boccioli?

    3. Era portata a ridere senza chiasso?

    4. Era solita ornarsi d'osso e d'avorio, di giada e d'argento?

    5. Aveva un poema epico?

    6. Sapeva distinguere la parola dal canto?

     
    1. Signore, i loro lievi cuori ora sono di pietra.
    Non v'è memoria se nei loro giardini
    lanterne di pietra illuminavano i dolci vialetti.
     
    2. Forse una volta si riunivano per far festa ai fiori,
    ma dopo che i bambini vennero uccisi
    non spuntarono più boccioli.
     
    3. Signore, il riso è amaro nelle bocche bruciate.
     
    4. Un sogno fa, può darsi. L'ornamento è fatto per la gioia.
    Tutte le ossa furono carbonizzate.
     
    5. Non ve n'è memoria. Vedete,
    eran per lo più contadini; la vita per loro
    era tutta nel riso e nel bambù.
    Quando nuvole di pace si specchiavano nelle risaie
    e il bufalo indiano camminava tranquillo sui terrapieni,
    forse i padri raccontavano antiche storie ai figli.
    Ma quando le bombe mandarono in frantumi quegli specchi
    ci fu soltanto il tempo di gridare.
     
    6. Però un eco rimane
    del loro parlare che era come una canzone.
    Pare che il loro canto fosse simile
    al volteggiare delle falene nel chiaro di luna.
    Ma chi lo puo dire? Ora quel canto è muto.
     
    Denise Levertov
    November 10

    Attimo

     
     
    ...a volte succede qualcosa di dolce e fatale
    come svegliarsi e trovare la neve
    o come quel giorno che lei mi sorrise
    ma senza voltarsi e fuggire.
    vederla venirmi vicino fu quasi morire
    trovare per caso il destino
    e non sapere che dire
    ma invece fu lei a parlare.
    "mi piace guardare la faccia nascosta del sole
    vedere che in fondo si muove
    dormire distesa su un letto di viole" mi disse
    e a te cosa piace?
    "mi piace sentire la forza di un'ala che si apre
    volare lontano
    sentirmi rapace, capace di dirti ti amo
    aspettiamola insieme l'estate"...
     
     
    Daniele Silvestri - L'Autostrada
    November 08

    Sul nostro destino

    Cronaca di un evento a Washington Square, San Francisco

      Quando la bellissima sposa e lo sposo uscirono sulla gradinata della Chiesa cattolica di San Pietro e Paolo alle 4.32 di pomeriggio un capannello di persone del luogo stava aspettando ai piedi della scalinata compreso un gruppo di damigelle della sposa e amici di famiglia che tenevano tutti strette le cordicelle diritte di palloncini verdi che erano proprio dello stesso identico verde dell' abito delle damigelle E la sposa reggeva un palloncino bianco candido naturalmente proprio come il suo abito e lo sposo reggeva un palloncino nero che si accoppiava con il suo frac nero E gli sposini novelli cominciarono ad annodare assieme le cordicelle dei loro due palloncini e poi con una specie di evviva li lasciarono volar via mentre nello stesso istante tutte le persone che reggevano i loro palloncini li lasciarono andare con un gridolino di gioia e la sposa beata e il suo bel marito ridevano e agitavano le mani mentre scendevano incontro agli altri senza mai rivolgere uno sguardo ai palloncini che sfrecciavano diritti nel cielo blu e diventavano ogni istante più piccoli mentre gli sposini salivano allegramente su un finto Tram di San Francisco sul quale le damigelle si erano già appollaiate e nessuno lanciava neppure un'occhiata ai palloncini in volo che adesso sembravano dirigersi verso sud sul centro di San Francisco con il palloncino bianco e quello nero che si tenevano stretti insieme nella loro catena mentre i palloncini verdi cominciavano a disperdersi da tutte le parti E lo sposo e la sposa occuparono i loro posti speciali nella parte anteriore del tram che non era affatto un tram dal momento che aveva ruote di gomma non attaccate ad alcun cavo che ne avrebbe limitato il destino E la coppia felice ancora salutava e rideva e si baciava e poi faceva ripetutamente suonare il campanello del tram mentre adesso i palloncini che nessuno guardava erano almeno a due miglia d'altezza nel cielo lontano che ora sembrava oscurarsi sempre di più con lunghe file di cirrocumuli a ovest verso cui i piccoli palloncini si erano adesso girati come uno stormo di uccelli che volano al mare con due di loro ancora uniti insieme mentre gli altri filavano sempre più lontano tanto da cominciare ad apparire come pecore sperdute in un paesaggio alpino di gigantesche montagne bianche Mentre il tram si metteva in moto all'improvviso con un gran scampanio tutti gridavano evviva e agitavano le mani senza neppure uno sguardo ai palloncini scomparsi delle loro vite ora così distanti da sembrare lontanissimi scalatori inerpicati sui muri di grandi ghiacciai nell'ultima impresa dei loro destini separati eccetto che per i due scalatori ancora annodati insieme Mentre il tram guizzava verso ovest per Filbert Street e su verso Russian Hill dove ancora lontanissimi in cielo si potevano vedere piccoli punti neri degli scalatori che si arrampicavano in alto sempre più in alto e scomparivano nei loro destini nei quali perfino i due legati assieme avrebbero nel corso normale della vita perso il loro fiato e si sarebbero avvizziti e sarebbero caduti a terra senz' aria

    (Lawrence Ferlinghetti)

    November 07

    La forma dell'acqua

    A volte il guerriero della luce si comporta come l'acqua, e fluisce fra gli ostacoli che incontra.
    In certi momenti, resistere significa venire distrutto.
    Allora egli si adatta alle circostanze.
    Accetta, senza lagnarsi, che le pietre del cammino traccino la sua rotta attraverso le montagne.
    In questo consiste la forza dell'acqua: non potrà mai essere spezzata da un martello, o
    ferita da un coltello.
    La più potente spada del mondo non potrà mai lasciare alcuna cicatrice sulla sua superficie.
    L'acqua di un fiume si adatta al cammino possibile, senza dimenticare il proprio obiettivo:
    il mare.
    Fragile alla sorgente, a poco a poco acquista la forza dagli altri fiumi che incontra.
    E, a partire da un certo momento, il suo potere è totale.
     
    dal Manuale del Guerriero della Luce di Paulo Coelho
    November 06

    L'ultimo dolore

    POSSO SCRIVERE I VERSI PIU' TRISTI STANOTTE

    (LEI NON E' CON ME)

     Posso scrivere i versi più tristi questa notte.

    Scrivere, ad esempio : La notte è stellata,
    e tremano, azzurri, gli astri in lontananza.

    Il vento della notte gira nel cielo e canta.

    Posso scrivere i versi più tristi questa notte.
    Io l'amai, e a volte anche lei mi amò.

    Nelle notti come questa la tenni tra le mie braccia.
    La baciai tante volte sotto il cielo infinito.

    Lei mi amò, a volte anch'io l'amavo.
    Come non amare i suoi grandi occhi fissi.

    Posso scrivere i versi più tristi questa notte.
    Pensare che non l'ho più. Sentire che l'ho perduta.

    Sentire la notte immensa, più immensa senza lei.
    E il verso cade sull'anima come sull'erba la rugiada.

    Poco importa che il mio amore non abbia saputo fermarla.
    La notte è stellata e lei non è con me.

    Questo è tutto. Lontano, qualcuno canta.

    Lontano.
    La mia anima non si rassegna di averla perduta.

    Come per avvicinarla il mio sguardo la cerca.

    Il mio cuore la cerca, e lei non è con me.

    La stessa notte fa biancheggiare gli stessi alberi.
    Noi, quelli di allora, più non siamo gli stessi.

    Più non l'amo, è certo, ma quanto l'amai.
    La mia voce cercava il vento per toccare il suo udito.

    D'altro. Sarà d'altro. Come prima dei miei baci.
    La sua voce, il suo corpo chiaro. I suoi occhi infiniti.

    Più non l'amo, è certo, ma forse l'amo.
    E' così breve l'amore, ed è sì lungo l'oblio.

    E perché in notti come questa la tenni tra le mie braccia,
    la mia anima non si rassegna ad averla perduta.

    Benché questo sia l'ultimo dolore che lei mi causa
    e questi siano gli ultimi versi che io le scrivo.

    (P.Neruda)