Salvatore's profileLa Porta della CantinaPhotosBlogListsMore Tools Help

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    August 24

    Ho mosso guerra alla vita

     

    Hanno inciso sulla mia lapide le parole:

     

    "Generosa fu la sua vita, e gli elementi così frammisti in lui

    che la natura potrebbe levarsi in piedi e dire a tutto il mondo,

    questi fu un uomo".

     

    Coloro che mi conobbero sorridono

    mentre leggono questa vuota retorica.

     

    Il mio epitaffio avrebbe dovuto essere:

     

    "La vita non gli fu generosa,

    e gli elementi così frammisti in lui

    che egli mosse guerra alla vita,

    e ne rimase ucciso".

    August 22

    No

     

    Il guerriero sa che, in tutte le lingue, le parole più importanti sono quelle piccole: "Si", "Amore", "Dio".

    Sono parole che si pronunciano con facilità, e colmano giganteschi spazi vuoti.

    Esiste tuttavia una parola, anch'essa molto piccola, che molti hanno difficoltà a pronunciare: "No."

    Chi non dice mai di no, si crede generoso, comprensivo, educato: perché il "no" porta con se la nomea di maledetto, egoista, poco spirituale.

    Il guerriero non cade in questa trappola. Ci sono momenti in cui, nel dire "si" agli altri, potrebbe darsi che, contemporaneamente, stia dicendo "no" a se stesso.

    Perciò non pronuncia mai un "si" con le labbra, se il suo cuore sta dicendo "no".

     

    dal Manuale del Guerriero della Luce

    August 17

    La speciale dignità delle immagini

     

    Valdrada

    Gli antichi costruirono Valdrada sulle rive d'un lago con case tutte verande una sopra l'altra e vie alte che affacciano sull'acqua i parapetti a balaustra. Così il viaggiatore vede arrivando due città: una diritta sopra il lago e una riflessa capovolta. Non esiste o avviene cosa nell'una Valdrada che l'altra Valdrada non ripeta, perché la città fu costruita in modo che ogni suo punto fosse riflesso dal suo specchio, e la Valdrada giú nell'acqua contiene non solo tutte le scanalature e gli sbalzi delle facciate che s'elevano sopra il lago ma anche l'interno delle stanze con i soffitti e i pavimenti, la prospettiva dei corridoi, gli specchi degli armadi. Gli abitanti di Valdrada sanno che tutti i loro atti sono insieme quell'atto e la sua immagine speculare, cui appartiene la speciale dignità delle immagini, e questa loro coscienza vieta di abbandonarsi per un solo istante al caso e all'oblio. Anche quando gli amanti danno volta ai corpi nudi pelle contro pelle cercando come mettersi per prendere l'uno dall'altro più piacere, anche quando gli assassini spingono il coltello nelle vene nere del collo e più sangue grumoso trabocca più affondano la lama che scivola tra i tendini, non è tanto il loro accoppiarsi o trucidarsi che importa quanto l'accoppiarsi o trucidarsi delle loro immagini limpide e fredde nello specchio. Lo specchio ora accresce il valore alle cose, ora lo nega. Non tutto quel che sembra valere sopra lo specchio resiste se specchiato. Le due città gemelle non sono uguali, perché nulla di ciò che esiste o avviene a Valdrada è simmetrico: a ogni viso e gesto rispondono dallo specchio un viso o gesto inverso punto per punto. Le due Valdrade vivono l'una per l'altra, guardandosi negli occhi di continuo, ma non si amano.

     

    Italo Calvino - Le Città invisibili

    August 10

    UN UOMO E UNA DONNA A LETTO ALLE 10 POMERIDIANE

     

    mi sento come una scatola di sardine, disse lei.

     

    mi sento come un cerotto, dissi io.

     

    mi sento come un panino al tonno, disse lei.

     

    mi sento come un pomodoro a fette, dissi io.

     

    mi sento come se stesse per piovere, disse lei.

     

    mi sento come se l'orologio s'è fermato, dissi io.

     

    mi sento come se la porta fosse aperta, disse lei.

     

    mi sento come se stesse per entrare un elefante, dissi io.

     

    mi sento che dovremmo pagare l'affitto, disse lei.

     

    mi sento che dovremmo trovare lavoro, dissi io.

     

    mi sento che dovresti trovare lavoro, disse lei.

     

    non me la sento di lavorare, dissi.

     

    mi sento che di me non te ne importa, disse lei.

     

    mi sento che dovremmo far l'amore, dissi io.

     

    mi sento che l'amore l'abbiamo fatto fin troppo, disse lei.

     

    mi sento che dovremmo farlo più spesso, dissi io.

     

    mi sento che dovresti trovare lavoro, disse lei.

     

    mi sento che dovresti trovare lavoro, dissi io.

     

    mi sento una gran voglia di bere, disse lei.

     

    mi sento come una bottiglia di whisky, dissi io.

     

    mi sento che finiremo come due ubriaconi, disse lei.

     

    mi sento che hai ragione, dissi io.

     

    mi sento di mollare tutto, disse lei.

     

    mi sento che ho bisogno di un bagno, dissi io.

     

    anch'io mi sento che hai bisogno d'un bagno, disse lei.

     

    mi sento che dovresti lavarmi la schiena, dissi io.

     

    mi sento che tu non mi ami, disse lei.

     

    mi sento che ti amo, dissi io.

     

    mi sento quel coso dentro adesso, disse lei.

     

    anch'io sento che adesso quel coso è dentro di te, dissi io.

     

    mi sento che adesso ti amo, disse lei.

     

    mi sento che ti amo più di te, dissi io.

     

    mi sento benone, disse lei, ho voglia di urlare.

     

    mi sento che non la smetterei più, dissi io.

     

    mi sento che ne saresti capace, disse lei.

     

    mi sento, dissi io.

     

    mi sento, disse lei.

     

    Charles Bukowski
     
    Questa l’ho presa in prestito dallo space di Tamara, che mi sta proprio simpatica (anzi ne approfitto per farti i più sinceri complimenti)….
     
    Domattina parto x qualche giorno di mare… ma non potevo lasciarvi senza mettere finalmente in rete le foto della mitica Pamplona….