Salvatore's profileLa Porta della CantinaPhotosBlogListsMore ![]() | Help |
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January 17 Ragazza del Terzo MillennioRagazza del Terzo Millennio, ti credo anche quando sei cattiva. Quando con i maschi ti comporti da maschio e ci bruci il cuore. Quando ci soffi il posto, usando le tue arti femminili con un nostro superiore; e quando sei atleticamente più forte dei nostri polmoni fumati e ci cavalchi in letti di frontiera.
Ragazza del Terzo Millennio, ti consegno la bandiera del progressismo, tu sei l'uomo moderno, m'inchino. E voi datemi pure del disertore, fratelli maschietti, ma io questo spettacolo non me lo perdo, questi fuochi femminili d’artificio, soltanto perché non sappiamo accettare una sconfitta della specie. Onore ai caduti per le belle donne, invece: venite con me in tribuna ad assistere all'evoluzione del genere umano!
Ragazza del Terzo Millennio, nelle officine, nelle multinazionali, nelle università, negli studi professionali, tra le mura domestiche: nelle tue mani deposito il mio logoro primato di maschio. Mi raccomando, incassa il futuro anche per me. Sì, ragazza, credo alla tua leggerezza infaticabile, alle tue gambe di gazzella, al ritmo elettrico del tuo cuore d'assalto. Sei migliore di me, parli di meno, conquisti di più.
Negli ultimi cinquant'anni hai posseduto tutti i traguardi maschili, attaccando i nostri secolari imperi: in campo sessuale, politico, organizzativo, amministrativo, domestico e militare. Sei ancora in minoranza, ragazza, ma sei dentro, sei ovunque, ci sei. A nome del genere maschile ti dichiaro più lucida, più generosa, più determinata, più audace, più scaltra, più colta e più creativa.
Non sono femminista, né un maschilista fallito. Sono l'uomo che brucia, sono il tuo compagno, quello che ti conosce, che non ha paura del tuo grido di femminilità, né di notte,che hai il ruggito delle tigri, né di giorno, che usi la lingua del lavoro. E sono felice che tu sia avanti, perché te lo sei meritato nell'arco dei secoli, ragazza del Terzo Millennio. E so che da un momento all'altro irromperai nella stanza dei bottoni, e farai ammutolire generali e presidenti. Perché sono sinceramente convinto, ragazza, che se tu avessi in pugno già adesso le redini dell'umanità, le guerre comincerebbero a spegnersi e la grande industria a tirare. Ma questo il vecchio potere maschile non l'ha capito né troppo né poco.
Non demordere, stringi i denti, sfonda i beceri luoghi comuni, il razzismo sessuale, le sacre opportunità, le pigre consuetudini. Calati prepotentemente in te stessa, assumi tutte le tue infinite sfaccettature, disorientaci fino a farci perdere il controllo e rassicuraci assumendo tu il comando. Sei già in grado di farlo, ragazza del Terzo Millennio, senza eroismi e senza vittimismi, perseguendo fino alle estreme conseguenze il tuo essere completamente donna. Tu sei la mia speranza, ragazza, e la mia ultima bandiera. Quest'uomo di confine che ti augura di vincere, sogna di entrare nel vero Terzo Millennio con a fianco una compagna come te.
Sì, è già quasi possibile, adesso, ora.
Resisti, ragazza, e soprattutto: osa. Jack Folla January 15 le cose non sono andate come avremmo volutoVoglio che tu sappia Tu sai com'è questa cosa: Orbene, Se d'improvviso Se consideri lungo e pazzo Ma (P.Neruda) January 11 L'essenziale è invisibile agli occhiIn quel momento apparve la volpe. "Ci sono dei cacciatori su questo pianeta?" "Ci guadagno", disse la volpe, "il colore del grano". "Addio", disse la volpe. "Ecco il mio segreto. È molto semplice: non si vede bene che col cuore. L'essenziale è invisibile agli occhi".
( Antoine Marie Roger de Saint-Exupéry - Il piccolo principe ) January 08 JulieL'ho lasciato con una scenata! Julie ebbe un risveglio glaciale.
Si era rivista, troneggiante sopra Benjamin, a rimproverargli quel che era, ad esortarlo a diventare se stesso... La superiora di un convento china sul corpo di un indemoniato!
E lui, incastrato tra le sue cosce, con una rabbia incredula negli occhi, irriconoscibile, come un animale fiducioso preso in trappola. Avevano appena fatto l'amore.
Lei aveva stretto la morsa: "Non sei mai stato te stesso!"
L'identità...
Era di quella generazione... Il credo dell'Identità, il sacro-santo dovere della lucidità. Soprattutto, non lasciarsi ingannare! Il peccato capitale: farsi ingannare! "Al servizio del reale, sempre!"... "Si, una spaventosa rompicazzo"... "e pure contapalle."
Si era ammantata del dogma professionale. In realtà, nel rinfacciargli la vita di capro, i bambini della madre, il lavoro di presta-faccia, gridava altro a Benjamin: che lo voleva per sé, soltanto per sé, con dei bambini che fossero loro. In fondo, l'esplosione di rabbia era solo questo:un puro e semplice accesso di coniugalismo. "Giornalista del reale, figurati..." Si era scatenata come un'avventuriera che comincia ad invecchiare, una lottatrice dell'occhio e della penna, ampiamente superata la trentina e in preda a un panico incontenibile... una solitudine da esploratore tornato troppo tardi al villaggio e che vorrebbe comperarne tutte le case. Era soltanto questo: aveva preteso che la portaerei Malaussène si trasformasse in focolare domestico, il suo focolare, punto e basta.
Adesso che le avevano portato via Benjamin il dubbio non era più permesso.
Daniel Pennac - La prosivendola December 21 La TabaccheriaNon sono niente.
Non sarò mai niente. Non posso voler essere niente. A parte questo, ho dentro me tutti i sogni del mondo. Finestre della mia stanza, Della stanza di uno dei milioni al mondo che nessuno sa chi è (E se sapessero chi è, cosa saprebbero?), Vi affacciate sul mistero di una via costantemente attraversata da gente, Su di una via inaccessibile a tutti i pensieri, Reale, impossibilmente reale, certa, sconosciutamente certa, Con il mistero delle cose sotto alle pietre e agli esseri, Con la morte che porta umidità nelle pareti e capelli bianchi negli uomini, Con il Destino che guida il carretto di tutto sulla strada di niente. Oggi sono vinto, come se sapessi la verità. Oggi sono lucido, come se stessi per morire, E non avessi altra fratellanza con le cose Che un commiato, e questa casa e questo lato della via diventassero La fila di vagoni di un treno, e una partenza fischiata Da dentro la mia testa, E una scossa dei miei nervi e uno scricchiolio di ossa nell'allontanamento. Oggi sono perplesso, come chi ha pensato e creduto e dimenticato. Oggi sono diviso tra la lealtà che devo Alla Tabaccheria dall'altra parte della strada, come cosa reale dal di fuori, E alla sensazione che tutto è sogno, come cosa reale dal di dentro. Sono fallito in tutto. Ma visto che non avevo nessun proposito, forse tutto è stato niente. Dall'insegnamento che mi hanno impartito, Sono sceso attraverso la finestra sul retro della casa. Sono andato in campagna pieno di grandi propositi. Ma là ho incontrato solo erba e alberi, E quando c' era, la gente era uguale all'altra. Mi scosto dalla finestra, siedo su una poltrona. A che devo pensare? Che so di cosa sarò, io che non so cosa sono? Essere quel che penso? Ma penso di essere tante cose! E in tanti pensano di essere la stessa cosa che non possono essercene così tanti! Genio? In questo momento Centomila cervelli si concepiscono in sogno geni come me, E la storia non ne rivelerà, chissà? , nemmeno uno, Non ci sarà altro che letame di tante conquiste future. No, non credo in me. In tutti i manicomi ci sono pazzi deliranti con tante certezze! lo, che non possiedo nessuna certezza, sono più sano o meno sano? No, neppure in me... In quante mansarde e non-mansarde del mondo Non staranno sognando a quest'ora geni-per-se-stessi? Quante aspirazioni alte, nobili e lucide -, Si, veramente alte, nobili e lucide -, E forse realizzabili, Non verranno mai alla luce del sole reale nè troveranno ascolto? Il mondo è di chi nasce per conquistarlo E non di chi sogna di poterlo conquistare, anche se ha ragione. Ho sognato di più di quanto Napoleone abbia realizzato. Ho stretto al petto ipotetico più umanità di Cristo. Ho creato in segreto filosofie che nessun Kant ha scritto. Ma sono, e forse sarò sempre, quello della mansarda, Anche se non ci abito; Sarò sempre quello che non è nato per questo; Sarò sempre soltanto quello che possedeva delle qualità; Sarò sempre quello che ha atteso che gli aprissero la porta davanti a una parete senza porta, E ha cantato la canzone dell'Infinito in un pollaio, E sentito la voce di Dio in un pozzo chiuso. Credere in me? No, nè in niente. Che la Natura sparga sulla mia testa scottante Il suo sole, la sua pioggia, il vento che trova i miei capelli, E il resto venga pure se verrà o dovrà venire, altrimenti non venga. Schiavi cardiaci delle stelle, Abbiamo conquistato tutto il mondo prima di levarci da letto; Ma ci siamo svegliati ed esso è opaco, Ci siamo alzati ed esso è estraneo, Siamo usciti di casa ed esso è la terra intera, Più il sistema solare, la Via Lattea e l'Indefinito. (Mangia cioccolatini, piccina; Mangia cioccolatini ! Guarda che non c'è al mondo altra metafisica che i cioccolatini. Guarda che tutte le religioni non insegnano altro che la pasticceria. Mangia, bambina sporca, mangia! Potessi io mangiare cioccolatini con la stessa concretezza con cui li mangi tu! Ma io penso e, togliendo la carta argentata, che poi è di stagnola, Butto tutto per terra, come ho buttato la vita. Ma almeno rimane dell'amarezza di ciò che mai sarà La calligrafia rapida di questi versi, Portico crollato sull'Impossibile. Ma almeno consacro a me stesso un disprezzo privo di lacrime, Nobile almeno nell'ampio gesto con cui scaravento I panni sporchi che io sono, senza lista, nel corso delle cose, E resto in casa senza camicia. (Tu, che consoli, che non esisti e perciò consoli, Dea greca, concepita come una statua viva, O patrizia romana, impossibilmente nobile e nefasta, O principessa di trovatori, gentilissima e colorita, O marchesa del Settecento, scollata e distante, O celebre cocotte dell'epoca dei nostri padri, O non so che di moderno - non capisco bene cosa -, Tutto questo, qualsiasi cosa tu sia, se può ispirare che ispiri! Il mio cuore è un secchio svuotato. Come quelli che invocano spiriti invocano spiriti invoco Me stesso ma non trovo niente. Mi avvicino alla finestra e vedo la strada con assoluta nitidezza. Vedo le botteghe, vedo i marciapiedi, vedo le vetture passare, Vedo gli enti vivi vestiti che s'incrociano, Vedo i cani che anche loro esistono, E tutto questo mi pesa come una condanna all'esilio, E tutto questo è straniero, come ogni cosa. Ho vissuto, studiato, amato, e persino creduto, E oggi non c'è mendicante che io non invidi solo perchè non è me. Di ciascuno guardo i cenci e le piaghe e la menzogna, E penso: magari non ho mai vissuto, nè studiato, nè amato, nè creduto (Perchè si può creare la realtà di tutto questo senza fare nulla di tutto questo); Magari sei solo esistito, come una lucertola cui tagliano la coda E che è irrequietamente coda al di qua della lucertola. Ho fatto di me ciò che non ho saputo, E ciò che avrei potuto fare di me non l'ho fatto. Il domino che ho indossato era sbagliato. Mi hanno riconosciuto subito per quello che non ero e non ho smentito, e mi sono perso. Quando ho voluto togliermi la maschera, Era incollata alla faccia. Quando l'ho tolta e mi sono guardato allo specchio, Ero già invecchiato. Ero ubriaco, non sapevo più indossare il domino che non mi ero tolto. Ho gettato la maschera e dormito nel guardaroba Come un cane tollerato dai gestori Perchè inoffensivo E scrivo questa storia per dimostrare di essere sublime. Essenza musicale dei miei versi inutili, Magari potessi incontrarmi come una cosa fatta da me, E non stessi sempre di fronte alla Tabaccheria qui di fronte, Calpestando la coscienza di stare esistendo, Come un tappeto in cui un ubriaco inciampa O uno stoino rubato dagli zingari che non valeva niente. Ma il Padrone della Tabaccheria s'è affacciato all'entrata ed è rimasto sulla porta. Lo guardo con il fastidio della testa piegata in malo modo E con il fastidio dell' anima che distingue male. Lui morirà ed io morirò. Lui lascerà l'insegna, io lascerò dei versi. A un certo momento morirà anche l'insegna, e anche i versi. Dopo un po' morirà la strada dov'era stata l'insegna, E la lingua in cui erano stati scritti i versi. Morirà poi il pianeta ruotante in cui è avvenuto tutto questo. In altri satelliti di altri sistemi qualcosa di simile alla gente Continuerà a fare cose simili a versi vivendo sotto cose simili a insegne, Sempre una cosa di fronte all'altra, Sempre una cosa inutile quanto l'altra, Sempre l'impossibile, stupido come il reale, Sempre il mistero del profondo certo come il sonno del mistero della superficie, Sempre questo o sempre qualche altra cosa o nè l'uno nè l'altra. Ma un uomo è entrato nella Tabaccheria (per comprare tabacco?), E la realtà plausibile improvvisamente mi crolla addosso. Mi rialzo energico, convinto, umano, Con l'intenzione di scrivere questi versi per dire il contrario. Accendo una sigaretta mentre penso di scriverli E assaporo nella sigaretta la liberazione da ogni pensiero. Seguo il fumo come se avesse una propria rotta, E mi godo, in un momento sensitivo e competente La liberazione da tutte le speculazioni E la consapevolezza che la metafisica è una conseguenza dell'essere indisposti. Poi mi allungo sulla sedia E continuo a fumare. Finche il Destino me lo concederà, continuerò a fumare. (Se sposassi la figlia della mia lavandaia Magari sarei felice.) Considerato questo, mi alzo dalla sedia. Vado alla finestra. L'uomo è uscito dalla Tabaccheria (infilando il resto nella tasca dei pantaloni?). Ah, lo conosco: è Esteves senza metafisica. (Il Padrone della Tabaccheria s'è affacciato all'entrata.) Come per un istinto divino Esteves s'è voltato e mi ha visto. Mi ha salutato con un cenno, gli ho gridato Arrivederci Esteves! , e l'universo Mi si è ricostruito senza ideale ne speranza, e il Padrone della Tabaccheria ha sorriso. Fernando Pessoa
December 15 Quando meno te l'aspettiPiù dei tramonti, più del volo di un uccello, la cosa meravigliosa in assoluto è una donna in rinascita. Quando si rimette in piedi dopo la catastrofe, dopo la caduta. Che uno dice: è finita. No, finita mai, per una donna. Una donna si rialza sempre, anche quando non ci crede, anche se non vuole. Non parlo solo dei dolori immensi, di quelle ferite da mina anti-uomo che ti fa la morte o la malattia. Parlo di te, che questo periodo non finisce più, che ti stai giocando l'esistenza in un lavoro difficile, che ogni mattina è un esame, peggio che a scuola. Te, implacabile arbitro di te stessa, che da come il tuo capo ti guarderà deciderai se sei all'altezza o se ti devi condannare. Così ogni giorno, e questo noviziato non finisce mai. E sei tu che lo fai durare. Oppure parlo di te, che hai paura anche solo di dormirci, con un uomo; che sei terrorizzata che una storia ti tolga l'aria, che non flirti con nessuno perché hai il terrore che qualcuno s'infiltri nella tua vita. Peggio: se ci rimani presa in mezzo tu, poi soffri come un cane. Sei stanca: c'è sempre qualcuno con cui ti devi giustificare, che ti vuole cambiare, o che devi cambiare tu per tenertelo stretto. Così ti stai coltivando la solitudine dentro casa. Eppure te la racconti, te lo dici anche quando parli con le altre: "Io sto bene così. Sto bene così, sto meglio così". E il cielo si abbassa di un altro palmo. Oppure con quel ragazzo ci sei andata a vivere, ci hai abitato Natali e Pasque. In quell'uomo ci hai buttato dentro l'anima; ed è passato tanto tempo, e ce ne hai buttata talmente tanta di anima, che un giorno cominci a cercarti dentro lo specchio perché non sai più chi sei diventata. Comunque sia andata, ora sei qui e so che c'è stato un momento che hai guardato giù e avevi i piedi nel cemento. Dovunque fossi, ci stavi stretta: nella tua storia, nel tuo lavoro, nella tua solitudine. Ed è stata crisi. E hai pianto. Dio quanto piangete! Avete una sorgente d'acqua nello stomaco. Hai pianto mentre camminavi in una strada affollata, alla fermata della metro, sul motorino. Così, improvvisamente. Non potevi trattenerlo. E quella notte che hai preso la macchina e hai guidato per ore, perché l'aria buia ti asciugasse le guance? E poi hai scavato, hai parlato. Quanto parlate, ragazze! Lacrime e parole. Per capire, per tirare fuori una radice lunga sei metri che dia un senso al tuo dolore. "Perché faccio così? Com'è che ripeto sempre lo stesso schema? Sono forse pazza?" Se lo sono chiesto tutte. E allora vai giù con la ruspa dentro alla tua storia, a due, a quattro mani, e saltano fuori migliaia di tasselli. Un puzzle inestricabile. Ecco, è qui che inizia tutto. Non lo sapevi? E' da quel grande fegato che ti ci vuole per guardarti così, scomposta in mille coriandoli, che ricomincerai. Perché una donna ricomincia comunque, ha dentro un istinto che la trascinerà sempre avanti. Ti servirà una strategia, dovrai inventarti una nuova forma per la tua nuova te. Perché ti è toccato di conoscerti di nuovo, di presentarti a te stessa. Non puoi più essere quella di prima. Prima della ruspa. Non ti entusiasma? Ti avvincerà lentamente. Innamorarsi di nuovo di se stessi, o farlo per la prima volta, è come un diesel. Parte piano, bisogna insistere. Ma quando va, va in corsa. E' un'avventura, ricostruire se stesse. La più grande. Non importa da dove cominci, se dalla casa, dal colore delle tende o dal taglio di capelli. Vi ho sempre adorato, donne in rinascita, per questo meraviglioso modo di gridare al mondo "sono nuova" con una gonna a fiori o con un fresco ricciolo biondo. Perché tutti devono capire e vedere: "Attenti: il cantiere è aperto. Stiamo lavorando anche per voi. Ma soprattutto per noi stesse". Più delle albe, più del sole, una donna in rinascita è la più grande meraviglia. Per chi la incontra e per se stessa. È la primavera a novembre. Quando meno te l'aspetti Jack Folla December 05 Crudele come la memoriaCol tempo
Col tempo sai
col tempo tutto se ne va Non ricordi più il viso non ricordi la voce Quando il cuore ormai tace a che serve cercare Ti lasci andare e forse è meglio così Col tempo sai
col tempo tutto se ne va L’altro che adoravi che cercavi nel buio L’altro che indovinavi in un batter di ciglia
Tra le frasi e le righe e il fondotinta Di promesse agghindate per uscire a ballare Col tempo lo sai
tutto scompare Col tempo sai
col tempo tutto se ne va Ogni cosa appassisce e io mi scopro a frugare In vetrine di morte quando il sabato sera La tenerezza rimane senza compagnia Col tempo sai
col tempo tutto se ne va L’altro a cui tu credevi anche a un colpo di tosse L’altro che ricoprivi di gioielli e di vento Ed avresti impegnato anche l’anima al monte A cui ti trascinavi alla pari di un cane Col tempo sai
tutto va bene Col tempo sai
col tempo tutto se ne va Non ricordi più il fuoco non ricordi le voci Della gente da poco e il loro sussurrare “Non ritardare, copriti col freddo che fa” Col tempo sai
col tempo tutto se ne va E ti senti il biancore di un cavallo sfiancato In un letto straniero ti senti gelato Solitario ma in fondo in pace col mondo E ti senti tradito degli anni perduti Allora tu
col tempo sai non ami più (Léo Ferré) December 01 noi siamo ciò che immaginiamo di essere
A volte il guerriero della luce ha l'impressione di vivere due vite nello stesso tempo. In una è obbligato a fare tutto ciò che non vuole, a lottare per idee nelle quali non crede. Ma c'è anche un'altra vita, ed egli la scopre nei sogni, nelle letture, negli incontri con uomini che la pensano come lui. Il guerriero consente sempre alle due vite di avvicinarsi. "C'è un ponte che collega quello che faccio con ciò che mi piacerebbe fare," pensa. A poco a poco, i suoi sogni cominciano a impadronirsi della vita di tutti giorni, finché‚ egli avverte di essere pronto per ciò che ha sempre desiderato. Allora basta un pizzico di audacia, e le due vite si trasformano in una. November 21 CospirazioneQuando si vuole una cosa, l'Universo intero trama a favore.
Il guerriero della luce lo sa.
Per questa ragione, presta grande attenzione ai propri pensieri.
Nascosti sotto tante buone intenzioni ci sono sentimenti che nessuno osa confessare a se stesso: la vendetta, l'autodistruzione, la colpa, la paura della vittoria, la gioia macabra dinanzi alla tragedia altrui. L'Universo non giudica: cospira a favore di ciò che desideriamo. Perciò il guerriero ha il coraggio di guardare le ombre della propria anima, e si domanda se non stia chiedendo qualcosa di sbagliato per se stesso.
E presta sempre grande attenzione a ciò che pensa. Paulo Coelho - Manuale del guerriero della luce November 19 normalitàPer il mio torturatore, il tenente D...
Mi avete schiaffeggiata
- nessuno l'aveva mai fatto -
La corrnte elettrica
E il vostro pugno
E quel linguaggio da teppista
Troppo sanguinavo per poter ancora arrossire
Un'intera notte
Una locomotiva nel ventre
Arcobaleni davanti agli occhi
Era come se io mangiassi la mia bocca
E affogassi i miei occhi
Avevo mani ovunque
E una gran voglia di ridere
Poi un mattino, è venuto un altro soldato
Vi rassomigliava come una goccia di sangue
Vostra moglie, tenente,
Ha messo lo zucchero nel vostro caffè?
Vostra madre ha osato ammirare la vostra buona cera?
Avete carezzato i capelli dei vostri ragazzi?
(Leila Djabali) November 17 poco tempo e molte cose da fare"Devo trovare un uomo. Si chiama Coccodrillo. Spaccia. O forse non è lui. Sai se Leone si bucava? Tu dici di no, ma spesso non si dice neanche a chi ti sta vicino. No, hai ragione tu, Leone non era il tipo. Però cosa faceva lì a Bessico? C'è quel tipo, Federico, un fascista ripulito, l'ho preso da parte, mi ha spiegato le virtù di quel palazzo. Ho imparato a imitarli sai, a volte cammino e parlo come loro, sento quello che pensano, non ci credi? Mi hanno portato via i miei libri, certi vanno bene altri no, dicono, proprio come in carcere, e anche sei punture di Zerol mi fanno e io mi alzo e corro via e loro ci restano di merda, il dottore ha detto, questo è come se c'avesse dentro un'altra chimica, ed è vero, non guardarmi così: è la scienza che lo dice, tutte le volte che guardi più profondamente una cosa, trovi nuovo disordine, nuove particelle, figure nella polvere e tutto quello che sapevi di quella cosa salterà in aria. Hai mai visto i matti guardare sempre nello stesso punto? Tu non sai cosa possono vedere e non sai perché resto sveglio e non voglio salvarmi ad ogni costo, non guardarmi così. Una volta ci somigliavamo, eravamo tre note di un accordo, leone cina e zingara, ma poi c'è un punto in cui i fili si rompono e gli altri si allontanano. Ma i bastardi li vedo bene sì, quelli sono ancora al loro posto pazzi di rabbia perché per una volta li abbiamo smascherati, e non ce la perdoneranno mai nei secoli dei secoli e allora è guerra, non farmi i tuoi discorsi miti, la mitezza è un privilegio grande ma il dolore la avvelena in un attimo, io esco da quella galera e la città è peggio che mai, la gente cade per terra, parla da sola, vomita e crepa e tutti passano e non hanno visto niente, e si affrettano a dare nuovi eleganti nomi alla loro corruzione, e ogni tanto parlano dell'uomo comune, ipocriti, l'uomo comune che vi piace è stupido e avido come voi, così lo vorreste, un vigliacco che può ammazzare per vigliaccheria, mentre loro ammazzano per necessità, per i loro divini soldi, Lucia, sono loro ora gli estremisti, violenti assassini estremisti dell'ideologia più ideologia del secolo, un'economia più sacra di una religione, più feroce di un esercito, ricordatelo bene con un brivido quando tutto salterà in aria, quando si oscurerà, malattia senza sintomi, caos di geroglifico incomprensibile e voi sempre più crudeli informati impotenti in mezzo alla strada, e chi raccoglierà i frammenti allora gli oggetti i rottami, magari ci fosse qualcuno, magari ci sarà davvero Lucia, questa è la speranza e intanto brucio e non c'è nessun patto da firmare né col diavolo né con la rassegnazione, Lucia, siamo un'altra cosa da sempre fortunatamente e non guardarmi così no, non ho finito, te lo dico io chi ha ucciso Leone, forse uno di questi che una volta facevano i compagni e hanno spacciato per anni e dicevano che erano i fascisti, col cazzo, vieni con me a vedere chi sono, oppure hai paura, scusami non venirci, son posti schifosi ci nuota il coatto si dice adesso, come suona bene, peccato che tutti i compagni non siano come te Lucia, vieni a vedere questo Coccodrillo spia della polizia, me l'ha venduta tante volte la roba e quando ho smesso me la lasciava gratis sul sedile della macchina, generoso, vero? Come quelli che ti lasciavano l’esplosivo in casa e dicevano ognuno deve fare la sua parte, eppure c'è chi mi ha salvato tante volte, parlato, anche tu Lucia, e ci sarà alla fine una verità Lucia e scopriremo la verità giù nell'acqua e su fino al più altissimo porco non ci credi? dimmi di sì, io brucio dentro questa storia e non ne vedrò la fine, ma scopriremo la verità, perché se c'è solo un po' di verità c'è speranza e chi l'ha fatta brillare ha fatto abbastanza e non importa se poi non si salverà, salvarsi per avere cosa, questo mondo dove continuano a insultare chi è debole, Lucia, se penso a tutte le persone pulite che ho incontrato e continuano a offenderle Lucia, le uccidono, non ci sono parole per questo delitto, non si può sopportare tutto questo capisci Lucia quando sono nella mia stanza e qualcuno urla anche con gli occhi si può urlare Lucia, Lucia mi chiedo, che cosa è successo, perché fingete di non vedere, vorrei capire qualche volta Lucia, ma sapessi che musica nella testa, negli oggetti consumati, e dopo quanto veleno ti senti addosso Lucia, e allora pensa se non fosse così, se non ci credessi più, se fossi perbene Lucia saremmo una coppia normale, io e te, al ritorno dal cinema andremmo a casa e non saremmo perduti in una città di notte, ma quelli perbene forse sono perduti lo stesso Lucia, ma se almeno ascoltassero, se capissero che l'altra metà di verità per quanto si può raccontare solo urlando è l'altra metà necessaria, non si può tagliare via non si può dimenticare, alla fine solo il dolore esiste come esisto io, un matto per strada, un matto è una persona che non sa dove andare, niente di più Lucia, tu puoi capire, tu che sei benedetta tra le donne, tu che mi hai visto felice, tu che sei coraggiosa tu che a volte mi hai lasciato solo come un cane tu che adesso per favore scendi non guardarmi ti dico, questo è un sentiero per comici spaventati guerrieri e io non voglio né vincere né perdere solo che tu mi ricordi e dopo che mi anneghino nello zero di quelle medicine e mi chiamino come vogliono e tornino a raccontare le loro storie, non sono vere, manca metà, tu lo capisci cara, almeno tu e allora scendi per favore".
"Vengo con te", disse Lucia. (Stefano Benni - Comici spaventati guerrieri) November 15 L'impresa più duraRue de Seine JACQUES PRÉVERT November 11 Ai fratelli
November 10 Attimo...a volte succede qualcosa di dolce e fatale
come svegliarsi e trovare la neve o come quel giorno che lei mi sorrise ma senza voltarsi e fuggire. vederla venirmi vicino fu quasi morire trovare per caso il destino e non sapere che dire ma invece fu lei a parlare. "mi piace guardare la faccia nascosta del sole vedere che in fondo si muove dormire distesa su un letto di viole" mi disse e a te cosa piace? "mi piace sentire la forza di un'ala che si apre volare lontano sentirmi rapace, capace di dirti ti amo aspettiamola insieme l'estate"... Daniele Silvestri - L'Autostrada November 08 Sul nostro destino
Cronaca di un evento a Washington Square, San Francisco
Quando la bellissima sposa e lo sposo uscirono sulla gradinata della Chiesa cattolica di San Pietro e Paolo alle 4.32 di pomeriggio un capannello di persone del luogo stava aspettando ai piedi della scalinata compreso un gruppo di damigelle della sposa e amici di famiglia che tenevano tutti strette le cordicelle diritte di palloncini verdi che erano proprio dello stesso identico verde dell' abito delle damigelle E la sposa reggeva un palloncino bianco candido naturalmente proprio come il suo abito e lo sposo reggeva un palloncino nero che si accoppiava con il suo frac nero E gli sposini novelli cominciarono ad annodare assieme le cordicelle dei loro due palloncini e poi con una specie di evviva li lasciarono volar via mentre nello stesso istante tutte le persone che reggevano i loro palloncini li lasciarono andare con un gridolino di gioia e la sposa beata e il suo bel marito ridevano e agitavano le mani mentre scendevano incontro agli altri senza mai rivolgere uno sguardo ai palloncini che sfrecciavano diritti nel cielo blu e diventavano ogni istante più piccoli mentre gli sposini salivano allegramente su un finto Tram di San Francisco sul quale le damigelle si erano già appollaiate e nessuno lanciava neppure un'occhiata ai palloncini in volo che adesso sembravano dirigersi verso sud sul centro di San Francisco con il palloncino bianco e quello nero che si tenevano stretti insieme nella loro catena mentre i palloncini verdi cominciavano a disperdersi da tutte le parti E lo sposo e la sposa occuparono i loro posti speciali nella parte anteriore del tram che non era affatto un tram dal momento che aveva ruote di gomma non attaccate ad alcun cavo che ne avrebbe limitato il destino E la coppia felice ancora salutava e rideva e si baciava e poi faceva ripetutamente suonare il campanello del tram mentre adesso i palloncini che nessuno guardava erano almeno a due miglia d'altezza nel cielo lontano che ora sembrava oscurarsi sempre di più con lunghe file di cirrocumuli a ovest verso cui i piccoli palloncini si erano adesso girati come uno stormo di uccelli che volano al mare con due di loro ancora uniti insieme mentre gli altri filavano sempre più lontano tanto da cominciare ad apparire come pecore sperdute in un paesaggio alpino di gigantesche montagne bianche Mentre il tram si metteva in moto all'improvviso con un gran scampanio tutti gridavano evviva e agitavano le mani senza neppure uno sguardo ai palloncini scomparsi delle loro vite ora così distanti da sembrare lontanissimi scalatori inerpicati sui muri di grandi ghiacciai nell'ultima impresa dei loro destini separati eccetto che per i due scalatori ancora annodati insieme Mentre il tram guizzava verso ovest per Filbert Street e su verso Russian Hill dove ancora lontanissimi in cielo si potevano vedere piccoli punti neri degli scalatori che si arrampicavano in alto sempre più in alto e scomparivano nei loro destini nei quali perfino i due legati assieme avrebbero nel corso normale della vita perso il loro fiato e si sarebbero avvizziti e sarebbero caduti a terra senz' aria (Lawrence Ferlinghetti) November 07 La forma dell'acquaA volte il guerriero della luce si comporta come l'acqua, e fluisce fra gli ostacoli che incontra.
In certi momenti, resistere significa venire distrutto. Allora egli si adatta alle circostanze.
Accetta, senza lagnarsi, che le pietre del cammino traccino la sua rotta attraverso le montagne.
In questo consiste la forza dell'acqua: non potrà mai essere spezzata da un martello, o ferita da un coltello. La più potente spada del mondo non potrà mai lasciare alcuna cicatrice sulla sua superficie.
L'acqua di un fiume si adatta al cammino possibile, senza dimenticare il proprio obiettivo: il mare. Fragile alla sorgente, a poco a poco acquista la forza dagli altri fiumi che incontra. E, a partire da un certo momento, il suo potere è totale. dal Manuale del Guerriero della Luce di Paulo Coelho November 06 L'ultimo dolorePOSSO SCRIVERE I VERSI PIU' TRISTI STANOTTE (LEI NON E' CON ME) Posso scrivere i versi più tristi questa notte. Lontano. Il mio cuore la cerca, e lei non è con me. (P.Neruda) October 31 Improvvisamente lo ricordo
Per un'amica
October 27 All'alba
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